Difetti visivi

L’occhio emmetrope che guarda un oggetto posto alla distanza di 5 m o più si trova nello stato di rifrazione statica per cui l’immagine dell’oggetto stesso si forma sulla retina senza che intervenga il meccanismo dell’accomodazione.

Allorché la distanza diminuisce, il cristallino deve aumentare la sua rifrangenza per far sì che l’immagine si formi ancora sulla retina.
Entra in tal caso in funzione il processo accomodativo.

L ‘aumento di potere del cristallino è determinato da una contrazione del muscolo ciliare, stimolata da una eccitazione del sistema parasimpatico.
La variazione del potere diottrico del cristallino è dovuta ad una modificazione di curvatura delle sue superfici; in particolare la porzione centrale della superficie anteriore diviene molto convessa.

La visione da vicino richiede inoltre un aumento della convergenza delle linee visive per ottenere la fusione delle immagini provenienti dai due occhi. Contemporaneamente si instaura una certa miosi che evita i fenomeni di aberrazione, diminuisce la quantità di luce che colpisce la retina ed aumenta la profondità del fuoco.
La convergenza che si associa all’accomodazione è una sincinesia, ossia un movimento associato dovuto all’innervazione comune del muscolo retto mediale e dello sfintere pupillare attraverso lo stesso ramo del nervo oculomotore.
La miosi che si associa all’accomodazione, è attivata da stimoli che nascono nella retina, decorrono nelle fibre afferenti fino alla corteccia calcarina e di qua si dirigono alle aree 19 e 22. La via efferente decorre nel tratto corticotettale fino al nucleo di Edinger Westphal e di qui al muscolo sfintere pupillare.

Occhio normale

Occhio normale

Le anomalie dell’accomodazione

a) Astenopia accomodativa
Con il nome di astenopia accomodativa intendiamo un complesso di sintomi quali facile stancabilità alla lettura, cefalea frontale, arrossamento oculare che colpiscono i soggetti ipermetropi, specie se astigmatici. Questi disturbi scompaiono in genere con la correzione del vizio di rifrazione, che elimina il continuo sforzo accomodativo.

b) Spasmo dell’accomodazione
Lo spasmo dell’accomodazione è uno stato di contrattura permanente del muscolo ciliare con conseguente aumento della rifrangenza del cristallino; può essere sostenuto da un vizio di rifrazione o da una situazione patologica (come un’iridociclite od un trauma) in cui si instauri un ipertono ciliare; ma può anche essere presente in soggetti emmetropi.
Nel primo caso, in genere, si tratta di soggetti ipermetropi nei quali si manifesta ipertono del muscolo ciliare per permettere una visione distinta.
Negli emmetropi invece l’ipertono accomodativo può determinare una miopia (miopia apparente). Per tale motivo, la diagnosi del vizio di rifrazione, soprattutto nei giovani pazienti, va sempre eseguita dopo cicloplegia atropinica o dopo una adeguata tecnica di annebbiamento che blocca completamente l’accomodazione.

c) Paralisi dell’accomodazione
La paralisi isolata dell’accomodazione può dipendere da una lesione dell’oculomotore comune o da lesioni sopra-nucleari. La causa più comune di tali lesioni è l’infezione difterica; si verifica abitualmente nei bambini affetti da angina difterica ma può conseguire a qualsiasi altra localizzazione del bacillo di Löffler.
Si manifesta in genere tra la 2a e la 4°settimana di malattia in periodo di convalescenza (paralisi post-difterica). La paralisi dell’accomodazione, bilaterale e isolata, tende a risolversi spontaneamente nel giro di 3-4 settimane.
Altri casi in cui può instaurarsi una paralisi isolata dell’accomodazione sono le infezioni da botulismo, da encefalite epidemica, da sifilide. Nella lue del sistema nervoso il danno accomodativo può comparire sia associato a paralisi pupillare che isolato.
Ricordiamo infine che il diabete e l’allattamento possono indurre, in quanto “tossiemie metaboliche”, una paralisi dell’accomodazione.