Analisi visuo-posturale

Analisi visuo-posturale

Nella cinica posturale si è evidenziato che problemi posturali, stati muscolari-tensivi anomali e/o asimmetrici possono comparire a distanza rispetto al disturbo visivo che li ha provocati, come ad esempio il torcicollo di origine oculare se protratto nel tempo provoca un’asimmetria tensiogena con ripercussioni su tutto il sistema posturale e, più frequentemente sull’equilibrio rachideo la cui evoluzione può determinare un processo disfunzionale che si cronicizza nel tempo.

Diventa quindi necessario avere una batteria di test visivi con attenzione posturale sia per valutare eventuali interrelazioni tra i due sistemi sia per poter comunicare in modo idoneo con i professionisti del settore posturale.
Il protocollo dei test visuo-posturali (VP) identifica come il sistema visivo, nelle sue due componenti esocettoriale (a partenza retinica) e propriocettivo (a partenza muscolare oculare), è integrato nel sistema Tonico Posturale ovvero se è disturbante per la funzione posturale e stomatognatica.

Utilizzare i test visuo-posturali consente di avere uno strumento d’indagine per valutare il grado di relazione tra il sistema visivo, quello posturale e stomatognatico.

II confronto dei valori prima e dopo aver inserito una variabile(per esempio in rest position occlusale Vs. posizione di massima intercuspidazione, prima e dopo un trattamento riabilitativo, prima e dopo un bite, con e senza appoggio podalico, ecc), è interpretabile come riduzione o aumento equilibrio o disorganizzazione dello stato tonico neuro-visuo-posturale e/o percettivo, indici che danno stabilità al SNC.

I dati di confronto sono necessari e da prendere in considerazione nella fase diagnostica e come orientamento al trattamento ovvero indicazione di intervento interdisciplinare.
[Cit. L. Giannelli]

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